Il Servizio domenicale, da leggersi la domenica mattina
Da leggersi sia singolarmente che in gruppo, ove se ne presenti l'occasione. In quest'ultimo caso tutti i partecipanti leggono assieme ad alta voce, tranne dove è indicato l'officiante (scelto di volta in volta dai partecipanti).
Il partecipante deve sedersi con la schiena diritta ed entrambi i piedi ben poggiati sul pavimento. Salvo indicazioni diverse, le mani sono appoggiate sulle gambe, a palme in giù.
Nota: Dove è possibile, sia per uso individuale e/o collettivo, è auspicabile destinare un angolo, una stanza, un luogo esclusivo dedicato alla preghiera e al Servizio. Se collettivo, sarà sempre aperto e pronto a ricevere chi voglia appartarsi per una meditazione personale.
Invocazione iniziale all'Arcangelo del periodo.
1 - Saluto e Rito del sacrificio
presso il candeliere a tre fiamme
(l'officiante accende la candela a sinistra)
Con la cera consacro le mie energie.
La fiamma dell’aspirazione accresca la vita della mia anima.
(poi accende la candela a destra)
Con la cera consacro i miei desideri.
La fiamma della purezza accresca la luce della mia anima.
(poi accende la candela centrale)
Con la cera consacro ogni mio pensiero.
La fiamma dell’ispirazione accresca il potere della mia anima.
Che la luce interiore illumini il mio cammino.
(Le parole del canto d'apertura)
Io, nel mio più profondo essere
sento che c'è qualcosa
che da dentro il mio cuor
non vuol tacere
e reclama: "Ascoltami!
'Io sono' io mi chiamo
e sono la tua via,
la via verso la pace e la gioia".
2 - Sintonizzazione, seguendo la lettura della
Preparazione
offic. Uno col mio Sé, in comunione con chi si è messo ora in sintonia per la celebrazione di questo rito, inizio col leggere il Mantra della Consapevolezza:
Nella massima profondità di me stesso, Io Sono!
Seppure non ancora raggiunto dalla mia consapevolezza.
Di là osservo me stesso, la mia personalità e il mondo,
e ricevo impressioni e trasmetto idee alla mente.
Alla mente della mia personalità:
rimani libera e trasparente, se vuoi nitidamente trasmettere
le mie idee e le mie intuizioni, per far sì di guidare con la volontà
i desideri del corpo emozionale.
Al corpo emozionale della mia personalità:
dammi l'impulso nella giusta direzione, arrenditi alla purezza
cristallina della mia mente, per illuminare la via con l'aspirazione verso l'amore impersonale.
Al corpo vitale della mia personalità:
recupera la forza edenica primigenia, facendo fiorire in me
l'albero della vita, e trasformando il corpo grezzo
nel diamante incorruttibile.
Al corpo fisico della mia personalità:
strumento insostituibile dell'azione, dove solo giace per ora
la mia consapevolezza, trasmettimi finalmente tutte le
tue esperienze.
Perché siano pagine del libro della vita.
Perché si imprima in me indelebile l'insegnamento.
Perché la malattia non abbia più motivo di presentarsi.
Perché l'azione della mia personalità si allinei alla mia
volontà, che è Una con la Volontà del Padre.
3 - Al termine, si apre la sezione dedicata alla "Parola":
Lettura della settimana
offic. Ricordando che la "Parola" è stata, ed è, la sorgente creatrice emanata da Dio per la formazione e il sostentamento dell'Universo, e seguendo le orme del Cristo Gesù che dopo il battesimo ricevuto da Giovanni il Battista sul Giordano insegnò con la Parola e le azioni per tre anni, leggiamo un brano del Nuovo Testamento in sintonia con il ciclo annuale che stiamo vivendo.
(Un altro partecipante dà lettura del brano del Nuovo Testamento e, preferibilmente un partecipante del sesso opposto, del commento previsto per la domenica in essere, seguito da un minuto di silenzio e concentrazione).
4 - Dopo la lettura, inizia la celebrazione del Mistero Eucaristico, il cui primo atto è
l'Offertorio.
offic. Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo, così in terra.
(breve pausa)
Il ringraziamento prorompe spontaneo dal mio cuore ogni volta che do nutrimento al corpo per mezzo dei frutti della terra resi possibili dal sacrificio annuale del Grande Spirito Solare il Cristo;
e all'anima per mezzo delle più elevate vibrazioni provenienti dal Suo dorato corpo radioso, che "come le ali di una chioccia per i suoi pulcini" ci protegge e riscalda.
(breve pausa)
offic. Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
non lasciarci nella tentazione,
liberaci dal male.
(breve pausa)
Che possiamo così far crescere il Cristo Interiore, al fine di affrettare il liberatorio giorno della Pasqua cosmica, raggiungendo la purezza del glorioso destino che il Salvatore quotidianamente ci prepara con la Sua premurosa attenzione e il Suo paziente rispetto, che solo il vero Amore può sostenere.
(breve pausa, quindi, con la mano destra sul cuore:)
Cristo, Grande Spirito Solare, nostro Salvatore e Rettore del mondo, che con il tuo continuo sacrificio mantieni la vita su tutta la Terra e sei Seme vivente da coltivare per la vita eterna, dègnati di accettare in umile dono il pane simbolico del mio corpo in memoria della tua Ultima Cena fra i tuoi discepoli.
(breve pausa, quindi, ancora con la mano destra sul cuore:)
Cristo, Grande Spirito Solare, nostro Salvatore e Rettore del mondo, che con il tuo continuo sacrificio purifichi l'atmosfera spirituale della Terra e sei Fonte vivente a cui attingere per la vita eterna, dègnati di accettare in umile dono il vino simbolico del mio sangue in memoria della tua Ultima Cena fra i tuoi discepoli.
5 - Al termine si procede al rito della
Consacrazione e Comunione
Che il Signore mi purifichi affinché possa degnamente compiere questa cerimonia.
(ancora tutti ponendo la mano destra sul cuore, si legge solennemente:)
offic. Cristo, Grande Spirito Solare, nostro Salvatore e Rettore del mondo, alla vigilia della tua passione tu prendesti il pane, lo benedicesti, lo spezzasti e lo desti ai tuoi discepoli con queste parole:
"Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi".
Ogni volta che mangiamo il pane, anche noi oggi siamo consapevoli che in esso vi è la tua Forza che ci dà vita per il corpo.
(dopo una breve pausa, si continua a leggere solennemente, sempre con la mano destra sul cuore:)
offic. Cristo, Grande Spirito Solare, nostro Salvatore e Rettore del mondo, alla vigilia della tua passione tu prendesti il calice, lo benedicesti e lo desti ai tuoi discepoli con queste parole:
"Prendete e bevetene tutti, questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me".
Ogni volta che beviamo da questo calice, noi siamo consapevoli che in esso vi è la tua Forza che ci dà nutrimento per l'anima.
(si alzano entrambe le braccia aperte al cielo, con le palme rivolte in alto, pronunciando:)
Pane e Vino dell’Ultima Cena
Fanno di me la coppa del Graal
Trasformando qualsiasi pena
Nel Corpo che offro in servizio
Nel Sangue che muto in purezza.
Il Pane è la Forza del Corpo
Il Vino la Fede dell’Anima
Non temo né morte né furia
Che solo mi fanno aumentare
L’Amore in risposta a ogni ingiuria.
L’esempio del Cristo Signore
Mi spinge, seppure non degno,
A imitare il mio Redentore
Donando il sangue e la carne
Ad onore del Grande Disegno.
Della Vita l’Albero in fiore
In me stesso ha già messo radici
Il suo frutto potrò assaporare
Solo offrendolo ad amici e nemici
Che per tutti fu issata la Croce.
A questo punto si riprende la posizione consueta, e si resta in silenzio per almeno tre minuti.
Poi si dice:
Ogni volta che offro il mio corpo e dono il mio sangue annuncio la tua morte e la tua resurrezione, Cristo, nell'attesa del tuo ritorno fra le nubi della Nuova Gerusalemme. Mi unirò allora al coro delle Gerarchie celesti per lodarti, onorarti, adorarti e glorificarti nel giorno della Grande Liberazione.
Amen, così è.
(breve pausa)
Cristo, Grande Spirito Solare, che in questo Sacramento ci hai lasciato un vivente ricordo e un pegno del tuo meraviglioso amore per l'umanità, attirandoci nella mistica comunione con te, aiutaci a tenere sempre il dovuto rispetto verso la vita, che è una come l'Ecclesia alla quale partecipiamo.
Ci sia possibile ricordare ogni volta che ci accostiamo al cibo, che esso è portatore del tuo amore verso tutta l'umanità.
Aiutami a vedere in ogni essere un fratello, figlio dello stesso Padre, e a mettermi al suo servizio, seguendo il tuo esempio e il tuo insegnamento.
Amen, così è.
offic. Ed ora, prima di salutarci, rileggiamo insieme ad alta voce il mantra su cui abbiamo meditato questa settimana, caricandolo mentalmente di tutti i frutti che siamo riusciti a raccogliervi per condividerli con tutti gli altri qui presenti, sia in forma eterea che in forma fisica:
6 - musica dolce, che accompagna il seguente saluto:
(l'officiante spegne le candele)
Commiato
Lascio ora questo luogo in silenzio, con il proposito di trasportare l'illuminazione che sono riuscito a cogliere nella mia vita di ogni giorno.
Che al prossimo servizio possa tornare più ricco di esperienza per poterne rendere tutti partecipi nella comunione, in modo di innalzare ancora di più gli influssi benefici e ottenere ancora più potere dalla comune preghiera.
Amen, così è.
