Non è quello che facciamo dentro un'organizzazione che ci interessa,
ma quello che, grazie ai suoi insegnamenti, ciascuno fa fuori, nel mondo.
La Comunità del Cristianesimo Interiore è una comunità d’intenti, che non prevede cioè alcun formalismo, iscrizione o associazione. Chiunque legga i suoi testi di studio e senta che il loro contenuto risuona nella sua interiorità può considerarsi liberamente partecipe della Comunità.
Il suo scopo e obiettivo è quello di formare donne e uomini più consapevoli della propria natura spirituale, prima di tutto, della direzione che l’evoluzione richiede oggi, in secondo luogo, e della necessità di rendere noti questi insegnamenti a chi fosse alla ricerca e si mostrasse maturo per riceverli, senza nulla chiedere in cambio.
La base dell’insegnamento è il Cristianesimo interiore, ossia una visione più avanzata della Dottrina Cristiana, adatta all’uomo d’oggi che vuole comprendere e non più obbedire. Non è perciò necessaria alcuna abiura e nessun cambiamento di religione, per chi si riconoscesse in una, poiché considera ogni grande religione come necessaria per un certo periodo storico.
Chi ritenga di non essere religioso trova anch’egli le risposte che sta cercando – la cui mancanza probabilmente lo ha fatto allontanare dalla spiritualità – instaurando un’armonia interiore conseguente alla pacificazione della coscienza.
Quanto riportato negli insegnamenti non ha assolutamente la pretesa di rappresentare la verità ultima, ma chiede solo di essere accolto con mente aperta, allo scopo di aiutare a far trovare a tutti le “loro” risposte alle “loro” domande.
I nostri intenti
1. Una Comunità dove il nucleo dal quale partire e al quale fare riferimento sia l'individuo.
2. Una Comunità dove non esiste alcuna scala gerarchica, ma vengono rispettate, accettate e valorizzate tutte le differenze.
3. Una Comunità dove la regola d'oro sia l'innocuità, applicata a tutti i campi della vita: dalla ricerca, all'alimentazione, alla giustizia, ecc.
4. Una Comunità dove la polarità del cuore sia sempre coniugata con quella intellettuale, superando la competizione con la solidarietà e la condivisione.
5. Una Comunità dove la ricerca scientifica sia vissuta come un avvicinamento al sacro; dove scienza – il pensare, religione – il sentire e l’arte – il fare, siano contemporaneamente presenti nelle attività pratiche e negli studi accademici.
6. Una Comunità dove non si entri chiedendosi "cosa posso ricevere", bensì "cosa posso fare".
7. Una Comunità che non vuole distinguersi esteriormente con divise o abitudini particolari, ma che si ritiene inserita e integrata in qualsiasi società.
8. Una Comunità che non fa proselitismo e non vuole convincere nessuno contro la sua volontà o tramite le parole, ma che usa l'esempio come migliore via di convinzione e diffusione delle proprie idee.
