Invocazione a Michele 

12 MICHELE

rosso 

39.a 

Matteo 6, 25-34

La Provvidenza

rosso 

40.a 

Luca 7, 11-17

La resurrezione del giovane di Nain

rosso 

41.a 

Matteo 22, 1-14

Lo sposalizio del re

rosso 

42.a 

Apocalisse 12

La caduta del drago

rosso 

43.a 

Apocalisse 19, 11-16

Il Re dei re

rosso 

44.a 

Efesini 6, 10-19

L'armatura spirituale


Lettura settimanale

La caduta del drago

 

Apocalisse 12

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:

«Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli,

colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio;

poiché hanno disprezzato la vita fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi.

Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo».

Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.

Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

E si fermò sulla spiaggia del mare.

A far da contraltare a tutto quanto avviene sulla Terra e che noi abbiamo quotidianamente sotto gli occhi, ci sono le attività che si svolgono “nel cielo”, cioè nelle dimensioni per noi invisibili, delle quali quelle a cui assistiamo al di qua del velo non sono che dei riflessi, mentre al di là c’è la vera realtà. Giovanni ora ci rende edotti di quali generi di forze si scatenino, e di come influiscano nella nostra vita di tutti i giorni, e di quale sarà l’esito finale delle forze in lotta.

“Un segno grandioso appare in cielo”: l’Anima dell’uomo, vero traguardo di tutta l’evoluzione, come “una donna vestita di sole”, cioè dotata di luce irradiante interiore, “con la luna sotto i suoi piedi”, che ha cioè vinto la generazione sessuale, posta in basso e sottomessa, “e una corona di dodici stelle sul capo”, cioè la conquista della rigenerazione, che avviene in alto, nella testa, grazie a tutte le esperienze vissute lungo il percorso dei dodici segni zodiacali attraverso le successive incarnazioni, appare alla sua visione.

L’unione delle due polarità creatrici a livello spirituale nello stesso individuo è naturalmente feconda, per cui la donna “era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto”. È la gestazione, la nascita e la crescita dello spirito interiore, del Cristo bambino che tutti siamo chiamati a coltivare e alimentare in noi. È una conquista difficile, che ricorda appunto le "doglie e il travaglio del parto”.

La difficoltà consiste proprio nelle forze antagoniste allo spirito, alla natura inferiore che spinge in direzione opposta. Quando l’Anima sta per “partorire” il Cristo bambino tutta la natura inferiore si coalizza, chiamando a raccolta tutte le sue risorse, per opporsi a questo fatto che essa considera la fine della sua stessa esistenza. Quali sono queste forze messe in campo dalle forze antagoniste? Non possono essere che tutte quelle che hanno contribuito a formare e mantenere attivo quel corpo del quale si sono impossessate: le forze utilizzate per la cristallizzazione del corpo fisico. Queste forze sono state attive fin dal primo Periodo, quello di Saturno, e hanno continuato la loro opera fino al periodo della Terra. Nel Cristianesimo Interiore il termine “Satana” si riferisce alle classi ritardatarie dell’onda di vita dei Principati, i quali, come ricorderemo, sperimentarono la loro fase di coscienza umana appunto nel periodo di Saturno. 

Le corna rappresentano la divisione, sia per la loro forma sia perché fatte di ossa, la parte del corpo retta da Saturno.

La sessualità, come sempre simbolizzata dalla “coda”, “trascina giù un terzo delle stelle”, ostacola cioè la rigenerazione. Il drago cerca di “divorare il bambino appena nato”, cerca di impedire la nascita del Cristo bambino, specialmente quando questi è “appena nato”, cioè nelle sue fasi iniziali, non ancora fortificato.

Il Cristo bambino però porta con sé delle risorse che il drago non si aspetta, è attivo e forte (“maschio”), “destinato a governare tutte le nazioni”, cioè a padroneggiare tutte le facoltà dell’uomo, scalzando il drago. 

È compito dell’Anima far crescere il Cristo bambino, ed è possibile farlo solo attraversando e fortificandosi nella vita in questo mondo (“il deserto” nel quale fuggì), per 1260 giorni (sempre gli ormai famosi tre periodi e mezzo).

“La guerra fra Michele e i suoi angeli e il drago e i suoi angeli” è la lotta tra le spinte interiori dell'uomo.

Se tuttavia coltiva la purezza, il Sé, lo spirito, vince e l’uomo può costruire la sua Anima (“non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo”). L’azione luciferina e satanica “furono precipitati sulla terra”, cioè esiliati e ristretti nella dimensione chimica.

Una gran voce si ode allora in cielo: “Ora si è compiuta la salvezza”. Lo scopo luciferino era in realtà quello di conquistare l’Anima dell’uomo, per impedire fin dal suo nascere la formazione del Cristo bambino interiore. Sarebbe stata veramente una grande calamità per l’uomo, privato della prospettiva di conquistare la libertà – anzi, legato ad una schiavitù crudele – forse per tutto il periodo della Terra, per poi finire nel Caos. “La potenza del Cristo” ha impedito che questo disegno si realizzasse.

La cupidigia è l’arma più forte in mano al drago, al “serpente” (riferimento esplicito alla funzione generatrice decaduta tratto dalla Genesi), che tenta di “farci travolgere dalle sue acque”.

Il Cristo però, Spirito Planetario della Terra, viene in aiuto dell’Anima, “inghiottendo il fiume” della cupidigia.

Sempre la vittoria dell’Anima sulla tentazione lascia un sentimento di gioia e riconoscenza, che oltre a far crescere il Cristo interiore (“la potenza del suo Cristo”), si traduce in stimolo a perseverare in futuro. Chi invece compie il male sente dentro di sé il rimorso: “colui che accusa davanti al nostro Dio giorno e notte”.

Grazie all’azione fecondante del Cristo la vittoria arriva “poiché si disprezza la vita fino a morire”: “Chi perderà la sua vita per causa mia, troverà la Vita eterna”.