La Malattia
La domanda fondamentale è: che cos’è in fondo la malattia? Esiste una causa prima, una origine comune dalla quale discende ogni genere di malattia? Per rispondere a questa domanda dobbiamo riferirci all’uomo come “prototipo”, che sarebbe l’uomo sano, il quale avrebbe subito in seguito qualche “guasto”. Sotto questo punto di vista, dobbiamo distinguere fra le cosiddette malattie che colpiscono i regni animale e vegetale, da considerare più come processi di carattere evolutivo – se escludiamo le malattie in qualche modo apportate dall’uomo a causa della sua azione in quei regni – e le malattie, le “patologie” che colpiscono il singolo essere umano. Ma anche l’uomo soffre di quel tipo di malattia che possiamo definire evolutivo.
L’origine di questo “guasto”, la prima malattia, possiamo dire, la troviamo nella Genesi biblica, quando Jahvè dice ad Eva: “Con dolore partorirai i figli” (Gen. 3:16), e ad Adamo: “Con dolore ne trarrai il cibo” (Gen. 3:17) e “Polvere tu sei e in polvere ritornerai” (Gen. 3:19). Ne ricaviamo che nell’Eden non esistevano né la malattia e il dolore, né la morte.
La causa prima della malattia, di conseguenza, deriva dalla Caduta, cioè dall’intervento luciferino nell’evoluzione umana. Possiamo dedurne che, in realtà, siamo tutti malati, per il fatto stesso di appartenere all’attuale fase evolutiva che attraversiamo come genere umano. Che cosa provocò nell’uomo questo intervento, e come diede inizio alla malattia e alla morte?
L’intervento luciferino causò una crescita d’importanza del corpo emozionale rispetto agli altri veicoli, in modo che esso interferì con l’azione legittima degli stessi alterando la sua stessa natura e funzione.
Si alleò così con la mente e ne divenne il padrone, dando origine all’io personale che ritiene reale solo quanto ricade sotto la sua percezione sensoria limitata al piano fisico, escludendo il Sé, lo spirito, che attraverso la mente avrebbe dovuto gradualmente dirigere l’azione dell’uomo. L’io così si arroga il diritto di intervenire nei processi vitali e mentali, e ne altera le funzioni perché non ne concepisce le cause invisibili. Da qui l’inizio delle malattie.
L’attuale coscienza dell’uomo è di conseguenza incentrata sull’io. L’io vuole interferire allora nei processi vitali, come ad esempio nella digestione, nel battito cardiaco, nei ritmi corporei, ecc., provocando patologie di tipo fisico. La nostra attuale coscienza fisica infatti può manifestarsi come già abbiamo visto grazie alla lotta fra il vitale da una parte, tendente a modellare, e l’emozionale dall’altra, che tende ad indurire, a condizione che il corpo si trovi all’interno di determinate temperature corporee, come conseguenza dell’azione dei marziani Spiriti Luciferini. La malattia che deriva da questa interferenza viene facilmente assoggettata da entità angeliche buone – attraverso quell’azione che di solito viene chiamata “intelligenza delle cellule” – provocando l’aumento della temperatura corporea, ed espellendo così l’io/coscienza interferente. La febbre, che causa infatti il delirio, ossia la carenza di coscienza, è perciò l’azione curativa che tenta di allontanare l’intruso (l’io) per lasciare posto all’azione legittima e guaritrice, ripristinando l’equilibrio alterato.
L’interferenza nei processi mentali, dall’altra parte, è conseguenza dell’allontanamento dello spirito, e può essere affrontata solo da un punto di partenza interiore, perché trova la sua radice nella coscienza stessa legata alla dimensione materiale. L’intervento luciferino ha aperto la via ad un’altra classe di spiriti ritardatari, appartenenti originariamente ai Principati (l’umanità del Periodo di Saturno), che producono un’azione saturnina e raggelante, bloccando la mente dell’uomo nella dimensione materiale e promuovendo il Materialismo. È l’intervento satanico che San Paolo definisce dei Signori delle Tenebre. Non per nulla le malattie psichiche rappresentano le “nuove” malattie, dovute all’aumento di importanza della mente materiale, rispetto alle “vecchie” malattie fisiche, che caratterizzavano più le passate generazioni e che si presentavano con situazioni febbrili. Qui gli Angeli non possono nulla: è l’uomo stesso che deve trovare in sé la via verso la guarigione, e il solo aiuto che gli si può fornire è quello di aiutarlo ad aiutarsi da sé, con strumenti non legati al pensiero dialettico, quali la devozione e/o la creatività artistica.
L’interferenza dell’io nei processi che dovrebbero essere ancora legittimamente guidati dall’esterno dagli Angeli nei processi vitali, e nell’esclusione del Sé dalla direzione dei processi mentali, possiamo ritenerla essere la causa prima che accomuna tutti i tipi di malattia (fisica e psichica) che colpiscono l’uomo d’oggi.
[dal libro: Cristianesimo Interiore]
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